Ultima modifica: 7 Aprile 2016

La ricchezza nella diversità

La scuola dell’infanzia di Vobarno sperimenta nuovi percorsi per offrire sempre di più al suoi alunni

La scuola dell’infanzia di Vobarno presenta oramai da molti anni una realtà socio culturale assai eterogenea e questo ha motivato noi insegnanti a cercare sempre nuove strade  metodologico/didattiche per meglio adattarsi e rispondere in maniera efficace ai bisogni dei nostri alunni.

Una mattina entra a scuola Mirella, mamma di Gianpietro e si accorge che c’è stato qualche spostamento:” Sempre in allestimento, questa scuola!!!”

Eh già! È proprio così. Finalmente, dopo averlo pensato, studiato, modificato, è stato allestito “l’angolo fonologico”; uno spazio dove il bambino – in “santa pace” ed in un clima esterno alla sezione – può scoprire, manipolare, giocare e utilizzare materiale di tipo linguistico.

 

Attraverso l’uso di “LETTERE MONTESSORIANE”,”TAVOLA/SCATOLA DEL PREGRAFISMO”, “TAVOLA LETTERA + IMMAGINE”, “LETTERE AD INCASTRO”, puzzle di “ASSOCIAZIONE LETTERA INIZIALE ALL’OGGETTO “,puzzle di “ASSOCIAZIONE ARTICOLO/IMMAGINE/NOME”, puzzle di “DIVISIONE IN SILLABE”, gli alunni possono immergersi e familiarizzare piacevolmente con elementi basilari per l’apprendimento della lingua italiana.

E non è finita qui! Oltre all’ANGOLO FONOLOGICO, da ottobre e per due giorni alla settimana, gli alunni di cinque anni organizzati in “intersezione”, si ritrovano per il progetto fonologico/linguistico. Chissà se in futuro potremo ritrovare qualche nostro alunno all’Accademia della Crusca !

Noi ce la mettiamo tutta e, come diceva la mamma già citata all’inizio, siamo sempre “in allestimento”  per i nostri bambini e per le loro famiglie.

Una mamma ha voluto testimoniare questo impegno con un bellissimo scritto che vi invitiamo a leggere:

Un cuore di mamma cerca sempre di scegliere il meglio per il suo bambino e, quando arriva il momento di “staccarlo da sé ” per inserirlo nel sociale, sorgono dubbi e preoccupazioni se si stia facendo la scelta giusta per il suo bene, per dargli il meglio.

Qual è la struttura migliore per accogliere nostro figlio? Ci si informa dai social, dalle amiche, dal “sentito dire” ma l’unica cosa che conta, con il “senno di poi”, è l’esperienza diretta.

Mi presento all’Asilo Santa Lucia di Vobarno con Alessandro*: bambino di già 5 anni con una spiccata sensibilità, timidezza e paura di mettersi a confronto, perché Alessandro ha un ritardo del linguaggio e tante paroline non le sa dire bene; noto già da subito, nelle sue maestre, l’attenzione e la professionalità a riconoscere in Alessandro una personcina che ha bisogno di acquistare la fiducia per affrontare il mondo, per crescere nel diverso. Per diverso non intendo la differenza di lingua, etnia e colore ma per crescere in quell’ambiente che non è la sua famiglia.

La grande  magica strategia delle insegnanti è il gioco educativo: il gioco è la visione più immediata dello stare al mondo. Attraverso il gioco i bambini sperimentano la capacità di muoversi, lo spingersi verso il limite, la pazienza, l’amore, la stima, il rispetto, lo scambio, l’ordine, le regole e con questa modalità di insegnamento, imparano anche a leggere e a scrivere senza che noi ce ne rendiamo conto …. Tanti ingredienti che messi insieme il bambino evolve, cresce, impara a volare con le sue ali.

In base al mio vissuto fino ad ora, ho notato come un ambiente variegato e diverso da quello che può essere la nostra casa, possa arricchire enormemente i nostri figli. Nel caso specifico, la diversità di nazionalità, è stato un motivo di crescita e di apertura verso il mondo. Il fatto che un compagno di classe abbia origini africane ha portato Alessandro a porsi domande su dove e come vivono in altri luoghi diversi dalla nostra Italia, segnando col ditino sul mappamondo la distanza e pensare che ci si possa arrivare in macchina. Che bella la naturalezza e la semplicità dei nostri bimbi!

Alessandro in pochi mesi di attività scolastica è diventato un altro bambino. Le sue maestre gli hanno offerto tutto lo spazio e tutto il tempo necessario per far crescere in lui quell’auto stima che gli ha permesso di alzare la manina e di dire il suo pensiero e questo “spazio-tempo” l’hanno dato a Luca*, Paolo*, Silvia*, Anna*,… ad ogni bambino è stata data l’opportunità di essere se stesso.

“Luca! Luca ogni volta che la madre lo portava a scuola, piangeva e si disperava. Niente riusciva a confortarlo! Luca oggi ha fatto un disegno con un cuore immenso, lui e le sue maestre.
Paolo! Paolo era un bambino iper-attivo, lui doveva sempre stare al centro dell’attenzione, parlare prima e sopra tutti. Paolo oggi ascolta e sta seduto tranquillo.
Silvia! Silvia, forse perché proviene da una famiglia numerosa o con problemi, ha quel bisogno morboso di contatto. Silvia riceve sempre la sua dose quotidiana di coccole.”

Questi sono tutti piccoli esempi di casi di educatrici attente al bisogno personale di ogni bambino visti con i miei occhi.

Il bacio, l’abbraccio, l’ascolto, la gioia, l’attenzione per il singolo sono tutte ricchezze che ho assaporato all’asilo denominato “degli stranieri”: una grande ricchezza nella diversità per i nostri piccoli felici di andare alla scuola materna. Oso dire: Peccato sia per me l’ultimo anno!

Testimonianza di Mamma di Alessandro*

* in questo testo non sono stati utilizzati veri nomi di bambini ma pseudonimi.

Piccola riflessione:

Il Sasso

La persona distratta vi è inciampata.

Quella violenta, l’ha usato come proiettile.

L’imprenditore l’ha usato per costruire.

Il contadino stanco invece come sedia.

Per i bambini è un giocattolo.

Davide uccise Golia e Michelangelo ne fece la più bella scultura.

In ogni caso, la differenza non l’ha fatta il sasso, ma l’uomo.

Non esiste sasso sul tuo cammino che tu non possa sfruttare

per la tua propria crescita!